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Donne e digitale, empowerment in crisi

Donne e digitale, empowerment in crisi

Con la pandemia un’altra generazione di donne dovrà aspettare prima che si raggiunga la parità di genere, grande impegno verso l’uguaglianza e le pari opportunità per SalesForce e XCC, negli ultimi assunti 2021 la maggior parte è donna

L’uguaglianza di genere è un diritto umano fondamentale, nonostante i progressi ottenuti negli anni e la nuova legge approvata alla Camera dei Deputati che incentiva la presenza femminile nel mercato del lavoro e vuole ridurre il gender gap salariale (disegno approvato all’unanimità con 393 favorevoli, nessun contrario a Montecitorio), il mondo non può ancora dichiararsi ‘ugualitario’ e con la pandemia abbiamo fatto un passo indietro, per di più in ambito Tech le donne sono quasi assenti.  

In Italia, ad esempio, uno dei motivi è dovuto al fatto che i settori in cui le donne sono principalmente impiegate sono stati quelli più colpiti dal lockdown, ossia quello dei beni di consumo, il Terzo Settore e quello del marketing e delle comunicazioni. Inoltre, secondo il ‘Rapporto annuale delle attività di tutela e vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale’, nel 2020 circa il 77% dei neogenitori, principalmente madri, che si sono licenziati per seguire i propri figli e il problema è più accentuato al Sud d’Italia. 

SalesForce e il ‘gender gap’ 

Nel libro Trailblazer, Marc Benioff ha parlato di quando due impiegate sono piombate nel suo ufficio e hanno detto: “Abbiamo un problema di divario retributivo”, e di come il CEO di SalesForce abbia cercato di risolvere in men che non si dica il problema.  

Il profondo impegno verso l’uguaglianza e le pari opportunità per il CRM numero uno al mondo è un principio costante che guida ogni mossa dell’azienda leader. In effetti, dal 2015 ha lavorato sodo per colmare ogni possibile disparità legata sia al genere che all’origine etnica.  

Il 3 aprile 2020 nel Blog SalesForce si legge che “oggi abbiamo completato il nostro piano di retribuzione del FY21, che includeva una valutazione sulla parità di retribuzione di tutti i nostri 50.000 dipendenti. Ne è emerso che il 7% dei nostri dipendenti ha richiesto adeguamenti salariali. Il 96% delle richieste era legato a disparità di genere, e il 4% a disparità etniche. Di conseguenza, l’azienda si è impegnata con 2,1 milioni di dollari per appianare tutte le eventuali differenze nella diversa retribuzione dei dipendenti, per un totale di oltre 12 milioni di dollari volti a garantire un’assoluta parità di retribuzione per gli stessi ruoli professionali”. 

Il rapporto delle donne con il digitale  

Secondo gli ultimi dati di Talents Venture, in Italia solo circa il 37% degli studenti sceglie un percorso di studi STEM (acronimo inglese per Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) che rappresentano il futuro del lavoro e, tra i laureati in materie tecnico-scientifiche, solo il 18,9% è donna, nonostante ottengano risultati accademici migliori, presentano tassi di occupazione e di retribuzione più̀ bassi rispetto agli uomini per #Valored4Stem che afferma “Abbiamo bisogno del contributo delle ragazze e delle donne nelle STEM per sostenere innovazione e progresso sociale ed economico del paese. É importante impegnarsi fortemente – privato e pubblico – per non rischiare che le donne si trovino ai margini del futuro del lavoro, ma possano anzi essere protagoniste nei settori in cui si apriranno maggiori e migliori opportunità̀ lavorative”. 

L’Italia è ancora lontana da colmare il gender gap ma almeno nel resto del mondo la situazione è più confortante?  

Si evidenziano numeri da brividi, con cui nessuno dovrebbe fare i conti. Prima della pandemia in base al rapporto WEF (World Economic Forum) per raggiungere la parità globale sarebbe bastato circa un secolo, continuando sullo stesso ritmo, oggi ne servirebbero almeno 136 semplicemente per dare la possibilità alle donne di accedere alle stesse opportunità sociali e lavorative degli uomini.  

In sostanza, un’altra generazione di donne dovrà aspettare prima che si raggiunga la parità di genere. 

Se poi dovessimo aggiungere alla somma la disparità etnica, la differenza aumenta considerevolmente, raggiungendo il 40% in meno di salario mensile. Secondo il report di McKinsey & Company, Delivering through diversity, le aziende che hanno maggiore diversity hanno più successo. Sì, proprio in termini di fatturato – oltre a risultare più ricchi a livello culturale e mentale – poiché portare il proprio talento e autenticità, sicuri di avere le stesse opportunità di crescita e carriera ma soprattutto stessa retribuzione, rende la performance migliore. 

Oggi è il tempo del cambiamento e inclusività, oggi è già domani e bisogna rimboccarsi le maniche affinché ogni lavoratore venga riconosciuto per il proprio valore e per l’apporto che, ogni giorno, porta in azienda anche solo per essere orgogliosi di essere chiamati essere umani. Bisogna lavorare sull’educazione delle nuove generazioni e sulla confidenza delle donne di accedere a posizioni di responsabilità, utilizzando tutti i mezzi a disposizione. XCC ne è convinto ed è questa la strada intrapresa, negli ultimi assunti 2021 la maggior parte sono donne. Promuovere l’uguaglianza e le pari opportunità è cruciale per creare una cultura che riflette veramente la società in cui vorremmo che i nostri figli crescano.  

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