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Dove c’è innovazione, ci sono Salesforce e XCC: aperta l’era “phygital”

Dove c’è innovazione, ci sono Salesforce e XCC: aperta l’era “phygital”

Secondo il Salesforce Shopping Index, l’Italia si classifica prima in Europa e quarta nel mondo per crescita digitale nel primo trimestre del 2021, caratterizzata dal retail Phygital e dallo Smart working 

Il retail è un ambiente molto frequentato da XCC poiché integrare soluzioni innovative che rispondono in modo repentino alle esigenze di business, specialmente con il supporto di Salesforce, non è mai stato così semplice come oggi. Giuseppe Catapano, Chief Operating Officer e co-founder di XCC, aggiunge che <<la velocità dell’esecuzione è fondamentale ed è dettata da un approccio vincente e differenziale, che pone al centro dell’azione la profonda conoscenza dei processi retail e del contesto in cui opera il cliente>>. 

In effetti, la Customer eXperience sta diventando un argomento di importante discussione: l’utilizzo di una tecnologia avanzata permette al cliente un’esperienza sempre più immersiva e interattiva mantenendo il contatto continuo con il consumatore, anche da remoto. Ed è esattamente per questa ragione che gli shop creano un percorso ‘cucito su misura’ per un utente immerso in un contesto digital ma ancora non del tutto pronto ad abbandonare il negozio fisico, trascende quindi il reale dall’etere, l’online dall’offline. 

Customer eXperience secondo BVA Doxa & Salesforce  

Proprio su questo si è concentrata la ricerca “Phygital Shopping Experience: opportunità per i retailers per incrementare loyalty e sales” realizzata da BVA Doxa in collaborazione con Salesforce (report che analizza periodicamente i trend dello shopping online) in cui l’Italia si classifica prima in Europa e quarta nel mondo per crescita digitale nel primo trimestre del 2021. 

Il concetto di “Phygital, neologismo sincratico di due termini inglesi Physical e Digital, negli ultimi anni si è affermato sempre di più grazie al terreno fertile del marketing e all’accelerazione digitale portata della pandemia da Covid-19. 

Parlando con i numeri alla mano il commercio digitale è aumentato a livello globale del 58% (contro il 17% dell’anno precedente) trainato dagli acquisti effettuati via smartphone proprio grazie alle esperienze phygital: oltre 3 italiani su 4 hanno fatto acquisti in modalità phygital nell’ultimo anno, sul podio prodotti di abbigliamento (28%), elettronica (24%) e beauty (21%). <<La customer eXperience non deve focalizzarsi sulla semplice risoluzione delle insoddisfazioni, ma sull’individuazione e pianificazione di momenti di esperienza significativi, sorprendenti e memorabili nel journey>> afferma Salesforce che dà vita al modello EPIC, acronimo di: Elevation, Pride, Insight e Connection. La chiave per un’esperienza ottimale è dettata, quidi, dall’anticipare le esigenze del phygital customer fornendo un accesso self-service letteralmente a portata di mano ed offrire servizi personalizzati. 

Più vaccini e più Smart working 

Nel corso del 2021 si è passati da 5,37 milioni di smart worker nel primo trimestre dell’anno a 4,07 milioni nel terzo; infatti, l’Osservatorio Smart working del Politecnico di Milano ha evidenziato che circa 1,77 milioni di lavoratori agili nelle grandi imprese, 630 mila nelle PMI, 810 mila nelle microimprese e 860 mila nella Pubblica amministrazione continuano il proprio lavoro da remoto. Il report sottolinea come progetti di smart working strutturati o informali siano presenti nell’81% delle grandi imprese (contro il 65% del 2019), nel 53% delle PMI (nel 2019 erano il 30%) e nel 67% delle Pa (contro il 23% pre-Covid). 

Nonostante la campagna vaccinale abbia ridotto il numero dei lavoratori agili, la diffusione dello smart working ha avuto un effetto positivo e nessuna ripercussione. Sempre secondo l’Osservatorio il 39% dei dipendenti dichiara che il proprio work-life balance sia migliorato, il 38% si sente più efficiente nello svolgimento della propria mansione e il 32% afferma che la fiducia fra manager e collaboratori é migliorata come la comunicazione fra colleghi. 

Cresce inoltre il modello ibrido, adottato anche da XCC, in cui si alternano due giorni di lavoro in presenza e tre a distanza o viceversa, che sia da casa o dallo chalet in montagna. L’hybrid workplace offre non solo un risparmio di tempo e risorse per gli spostamenti (i ricercatori del Politecnico parlano di 123 ore l’anno e 1.450 euro in meno per ogni lavoratore che usa l’automobile per recarsi in ufficio) ma anche benefit in termini di sostenibilità ambientale: minori emissioni per circa 1,8 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno, cosa dire di più. 

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